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Terre e Rocce da Scavo


Il tema delle terre e rocce da scavo e, in particolare, la possibilità di gestire questi materiali come sottoprodotti e non come rifiuti, è stato oggetto nell’ultimo decennio di numerosi interventi normativi (dalle “legge Lunardi” alle diverse versioni dell’art. 186 del d. lgs. 152/06 e s.m.i.), fino ad arrivare nel 2012 alla pubblicazione di un apposito regolamento con il D.M. n. 161/2012.

Neanche questo regolamento però è riuscito a coprire tutte le casistiche, in quanto non era chiara la sua applicabilità ai piccoli cantieri (< 6.000 mc), per i quali il comma 7 dell’art. 266 del d. lgs. 152/06 e s.m.i., prevedeva una specifica normativa semplificata.
Nel 2013 perciò il legislatore tornava sulla materia, prima attraverso la pubblicazione del decreto legge 21 giugno 2013, n° 69 e, pochi giorni dopo, con la conversione del decreto legge n° 43/2013, con modifiche, nella legge n° 71/2013.

Infine, con la pubblicazione (S.O. n° 63 della G.U. n° 194 del 20 agosto 2013) della legge n° 98 del 9 agosto 2013 di conversione, con modifiche, del decreto legge 21 giugno 2013, n° 69, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia” (cd “decreto Fare”), in vigore dal 21 agosto 2013, la normativa in materia cambiava nuovamente, in quanto l’art. 41bis, abrogando l’art. 8 bis del decreto legge n° 43/2013 convertito, con modifiche, nella legge n° 71/2013 (che aveva, per alcune casistiche, risuscitato il già abrogato art. 186 del d.lgs. 152/06), definiva delle nuove modalità operative.La situazione che si viene a delineare in tema di gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti è dunque la seguente :

  • applicazione (come previsto dall’art. 41, comma 2, della nuova norma) del Regolamento di cui al DM 161/2012 per i materiali da scavo derivanti da opere sottoposte a VIA o ad AIA per cantieri superiori a 6000 mc;
  • applicazione dell’art. 41bis in tutti gli altri casi, quindi non solo per i cantieri inferiori a 6.000 mc, ma per tutte le casistiche che non ricadono nel D.M. n. 161/2012.

La nuova norma, applicabile come detto per tutte le casistiche non ricadenti nel D.M. 161/2012, prevede che il proponente o il produttore attesti il rispetto dei quattro punti (comma 1) che consentono di considerare i materiali da scavo come sottoprodotti e non rifiuti mediante una “autocertificazione” (dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi del DPR 445/2000) da presentare all’Arpa (comma 2) territorialmente competente.Le attività di scavo devono essere autorizzate dagli enti competenti in quanto attività edilizie e quindi il processo di autocertificazione dovrà comunque essere coordinato con l’iter edilizio. Il produttore (comma 3) deve inoltre confermare l’avvenuto utilizzo alle Arpa in riferimento al luogo di produzione e di utilizzo. Il trasporto (comma 4) avviene come bene/prodotto.

La Regione Veneto, attraverso la Circolare del 23/09/2013, ha fornito degli indirizzi operativi al fine di rendere omogenea l'applicazione delle nuove disposizioni di legge.

A tal proposito sono stati creati dei modelli da utilizzare per effettuare correttamente gli adempimenti previsti dalla nuova normativa vigente in materia.
Nello specifico sono :

Modello 1 : "Da utilizzare per la comunicazione all'ARPAV (e al Comune) ai sensi dell'art. 41 bis, comma 1, della Legge n. 98/2013 e per le eventuali modifiche";

Modello 2 : "Da utilizzare per la comunicazione alle autorità competenti ai sensi dell'art. 41 bis, comma 3, della Legge n. 98/2013, della conferma del completo utilizzo dei materiali di scavo";

Ultima novità in merito alla modulistica da utilizzare per la gestione delle terre e rocce da scavo è la Circolare del Dipartimento Ambiente della Regione Veneto del 28/02/2014 con cui, dopo aver riassunto l'evoluzione normativa in merito alla complicata materia oggetto di trattazione, affronta la tematica inerente la gestione del suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso dell'attività di costruzione, ove sia certo che il materiale sarà utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui è stato escavato.

Avviso

Vi comunichiamo che è stato istituito un modello apposito per la casistica di cui al paragrafo precedente, da presentare in allegato ad eventuali S.C.I.A. - D.I.A. o istanze di rilascio di Permesso di Costruire da presentare all'Ufficio Protocollo comunale.

Normativa

Documenti da presentare all'ufficio Edilizia Privata

Documenti da presentare all'ufficio Urbanistica

Documenti Scaricabili

 

Data ultima modifica: 12 Jan 2017
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